Comune di Pennabilli
Provincia di Rimini
Siete qui: Home > La Città ed il Territorio > Informazioni sul Comune

Informazioni sul Comune

Comune di Pennabilli cap. 47864
Provincia di Rimini
Pennabilli Citta' Museo

 





"è bello se puoi arrivare in un posto dove trovi te stesso!"

Con questa frase il grande poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, descrive la caratteristica cittadina di Pennabilli.
Città di impianto prettamente medievale, offre numerose attrattive storiche, artistiche e culturali ed il visitatore sarà accolto con cordialità e simpatia.
La denominazione di Città-Museo deriva dalla presenza di vari musei: Museo Diffuso di Tonino Guerra, Museo Diocesano, Museo del Calcolo, Museo  dell'Angelo coi  baffi, Museo dei frutti dimenticati, Museo Naturalistico del Parco del Sasso Simone e Simoncello.

Partendo dal Capoluogo, si potrà ammirare la Cattedrale che risale al XVI° secolo, la cui facciata, realizzata in cotto imolese nel 1914, si impone sulla piazza principale del paese. Mons. Sormani diede inizio alla costruzione di questa chiesa che vide la consacrazione nel 1588. Al suo interno sono raccolte opere d'arte alcune delle quali con attribuzione incerta. Recentemente la cattedrale ha subito un'imponente opera di consolidamento e restauro che ha restituito all'edificio lo splendore dì un tempo.
Proseguendo sulla sinistra, troviamo l'anfiteatro che fa da cornice all'antico palazzo, recentemente ristrutturato, sede fino agli anni 60 del Municìpio di Pennabilli.

Oggi ospita il Museo del Calcolo e della Matematica: (vedi foto) unico in Europa ha l'obiettivo, difficile ma ambizioso, di far appassionare il visitatore all'affascinante mondo della matematica. Espone, su quattro piani, centinaia di oggetti, originali e preziosi, che servono a ripercorrere la storia del calcolo e della matematica: dai primi utilizzati dai popoli Sumeri ed Egizi, passando per gli abachi fino ad arrivare alle moderne calcolatrici e computer.

Attiguo a questo prestigioso palazzo troviamo L'Orto dei frutti dimenticati (vedi foto) ideato dal Maestro Tonino Guerra.
Quest'orto raccoglie gli alberi da frutto appartenenti alla flora spontanea delle campagne dell'Appennino i quali, non essendo oggigiorno più coltivati, vanno scomparendo; contiene inoltre numerosi angoli creati dalla poesia di Tonino Guerra e realizzati da famosi artisti: angolo delle Madonne abbandonate, il Bosco incantato...........
Particolare attenzione merita il "Palazzo della Ragione", situato nella piazza centrale del paese e costruito dai toscani nel secolo XV. Fu in quel periodo sede del Governo Cittadino. Caratteristico ed apprezzabile il loggiato tipicamente toscano.

Lungo il centro storico si percorre La Strada delle meridiane (vedi foto) che comprende una serie di meridiane ottenute dalla riproduzione di opere ittoriche. Si arriva al "Teatro Vittoria", ricavato nel 1922-23 all'interno dell'antico palazzo Fuffì (fine 400), utilizzato in precedenza come caserma e come scuola elementare. E' stato completamente restaurato e riaperto al pubblico nel 2000. Presidente onorario di questo Teatro è il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra che dal 1989 vive a Pennabilli.
Pennabilli è anche sede Vescovile della Diocesi di San Marino-Montefeltro. All'interno del Palazzo del Vescovado si trova il famoso Museo Diocesano nel quale, il Vescovo Antonio Bergamaschi, corrispondendo ad una direttiva della Pontificia commissione per l'arte sacra, raccolse, nel 1962, opere e oggetti storico-artistici provenienti dalle Parrocchie dell'intera Diocesi di San Marino - Montefeltro per evitarne la dispersione e garantirne la salvaguardia. Mobili, tele, cornici, ceramiche, vasi sacri, reliquiari, pale d'altare compongono questa preziosa collezione in cui non spiccano opere di autori famosi o capolavori ma che è comunque importante nel suo insieme. Momentaneamente è in fase di restauro e quindi non visitabile.
Proseguendo lungo il centro storico ci troviamo nella piazzetta di Sant'Agostino dove è ubicato il Santuario della Beata Vergine delle Grazie già Chiesa di San Cristoforo. L'affresco raffigurante la Beata Vergine delle Grazie, che ha lacrimato nel 1489 e nel 1517, risale alla seconda metà del XV secolo e presenta a fianco un grande affresco di soggetto eucaristico. All'interno della Chiesa sono da ammirare anche l'organo del XVI secolo e vari altri manufatti lignei, paliotti e dipinti. Di particolare importanza è la Chiesetta dei Caduti in cui è raffigurato L’Angelo coi baffi, opera pittorica di Luigi Poìaghi, che si è ispirato ad una poesia di Tonino Guerra e che costituisce l'unico dipinto presente nel "Museo dell'Angelo coi baffi".
Giungiamo quindi nella parte più alta di Penna: il Roccione, da cui si può ammirare tutta la Valmarecchia a 360 gradi. Ripercorrendo in  senso contrario la "Strada delle Meridiane", oltrepassiamo Porta Malatesta, con  le sue caratteristiche loggette rinascimentali.

Da sinistra si arriva al "Giardino dei Pensieri" (vedi foto)in cui meditare e.......sognare. Ammiriamo  poi  la Chiesa della Misericordia sul
versante meridionale di Penna.
Sulla facciata della chiesa, risalente al XIV° secolo, proprio sul portale d'ingresso vi è una lunetta scolpita nella pietra in bassorìlievo, risalente al Quattrocento, raffigurante la Madonna della Misericordia o del Soccorso.
Nella parte sottostante la Chiesa è situata la sede dell'Associazione Tonino Guerra, in omaggio al noto Poeta e altro punto della cittadina colmo dì incanto e di magia.
La visita alla zona di Penna termina ed inizia il cammino verso la "Rupe" in cui era situato il Castello di Billi ora Monastero delle Suore Agostiniane, costruito nel 1518 a seguito di un lascito della famiglia Lucis, il cui stemma è ancora presente all'interno della porta dì ingresso al monastero. Anche se dedicato a S. Antonio Abate il Monastero appartenne ad altri ordini come a quello domenicano, di cui facevano parte le monache venute da Rimini, e riaperto come Monastero delle Suore Agostiniane, dopo lo sconvolgimento dell'epoca napoleonica.

Lungo la strada si trova il Museo Naturalistico del Parco Sasso Simone e Simoncello (in foto il sasso simone) che ricopre grande importanza. Il Museo, organizzato su due piani, è un punto di partenza per una migliore visita dell'area protetta. Oltre ad un ampia raccolta di reperti faunistici, vegetali e geologici, provenienti dal territorio del Parco, è un importante strumento per la didattica e l'educazione ambientale delle scuole in visita al Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello in quanto dotato di un ampia collezione bibliografica per gli opportuni approfondimenti sulle tematiche ambientali.
Oltre al Capoluogo anche le frazioni meritano particolare attenzione.

Ponte Messa: II centro abitato di Ponte Messa è sviluppato più a valle rispetto al capoluogo comunale di Pennabilli, negli stessi territori che secoli prima furono abitati da popolazioni etrusche ed umbre. L'interesse per questa zona, definita dalla confluenza del torrente Messa e del fiume Marecchia, è testimoniato dall'antica presenza della Pieve romanica (vedi foto) dedicata a San Pietro in Messa, sorta alla fine del XII secolo ad opera di maestranze lombarde su commissione della nobiltà locale. La fortuna della Pieve, importante punto d'aggregazione per la popolazione del luogo, terminò però in breve tempo e già nel '500 risultava essere decaduta come centro religioso ed economico della zona. Questa antica pieve oggi è tornata alla sua antica bellezza. L'interno della chiesa si presenta diviso in tre navate da pilastri mentre la facciata è adornata da fasce, cordoli e cornici in pietra.

Miratoio: Alle porte del paese di Miratoio troviamo la Chiesa Conventuale di Sant' Agostino risalente al 1127: all'esterno possiamo subito notare il portale gotico in pietra ed all'interno tracce di antichi affreschi e le ceneri del Beato Rigo. Rigo, nato a Miratolo nel XIV secolo, visse completamente la sua vocazione in questo convento, nel quale rimase fino alla morte, avvenuta in odore di santità. Ai primi anni del Duecento risalgono in realtà solo la base del campanile e la parete verso il chiostro.

Molino di Bascio: La torre di Bascio è ciò che rimane dell'antico e maestoso castello che dominava la sottostante Valle del Marecchia; insieme ai castelli di Gattara, Miratoio e Scavolino fu uno dei primi feudi della casata dei Carpegna, Ai piedi della Torre "II giardino pietrificato" (vedi foto) opera  ideata  da Tonino  Guerra  e  composta  da "Tappeti  di  ceramica" dedicati ad altrettanti personaggi storici feretrani o che hanno conosciuto il Montefeltro:

Giotto "che dal Montefeltro vide lontanissimi i primi bagliori azzurri dell'Adriatico";
Dante "che vide questa torre fuggendo da Firenze per raggiungere il rumore del mare a Ravenna;
Uguccione della Faggiola "grande capitano di ventura che da questi colli vedeva i confini dell'Italia e tanto fu ammirato da Dante che gli dedicò l'Inferno";
Bonconte da Montefeltro "perché il Tappeto delle piramidi sognate sia tomba del suo corpo valoroso scomparso nel fiume della battaglia";
Ezra Pound "il poeta che disse del Marecchia «dove la melma è piena di sassi» e una volta sì inginocchiò davanti agli elefanti neri di Sigismondo
nel Tempio di Rimini";
Fanina dei Borboni di Francia che "pazza di solitudine, su questo colle dov'era sposa al capitano dei Carpegna, dì tanto in tanto saliva in cima alla torre per gridare al vento: «Paris, Paris, aiuto!»";
Fra’ Matteo da Bascio, ispiratore dell'ordine dei Cappuccini che "per tutto il mondo andava esclamando e riprendendo ogni sorta dì persona, gridando «All'inferno, all'inferno, peccatori!»".

Ca Romano: in mezzo al bosco, su suggerimento del Maestro Tonino Guerra, è risorta la Chiesa della Madonna del rettangolo della neve che offre rifugio ad una Madonna realizzata dal ceramista Muki.

Scavolino: Antico borgo posto in un altopiano immerso nel verde, alle falde del Monte Carpegna. Il castello di Scavolino esisteva già nel X secolo come feudo della famiglia dei Carpegna; nel 1576 Tommaso dì Carpegna, signore di Scavolino, Bascio, Soanne e Miratoio, costruì sul preesistente castello un palazzo-fortilizio. Così come lo descrive Mons. Lancisi nel 1705 , data in cui fu ospite del palazzo, questo era di maestosa imponenza, aveva ponte levatoio, numerosi fanti di guardia, parapetti, sentinelle, cannoni, torri a difesa; costruito su due piani era diviso in piccole stanze ma fornite di ingegnose scalette segrete ed aveva al suo interno anche il teatro, la foresteria e la cappella. Sede di Residenza Municipale fino al 1929.

Maciano: La torre cilindrica priva dì scarpa che si trova sulla collina che sovrasta l'abitato di Maciano è quanto rimane dell'antico apparato militare; nel 1410 il castello era amministrato direttamente dalla Chiesa; poi a seguito di una espansione malatestiana verso la Toscana il castello passò ai riminesi e poi, con l'avvento delle continue lotte ed ostilità tra i Malatesta ed i Montefeltro, fu Federico da Montefeltro in persona che ne! 1458 mise a ferro e fuoco il castello; la popolazione gli resistette per otto giorni ma alla fine il castello fu raso al suolo. Oggi la torre, rimasta a testimoniare la presenza dell'edificio fortificato, manca della copertura ed è in parte lesionata.
Nel  territorio di Maciano vennero edificati, a partire dalla prima metà del XVI secolo, la Chiesa della Madonna degli Oliva (vedi foto) , il cui portale è datato 1529, con annesso il Convento dei Frati Minori. Le pareti del chiostro sono ornate da affreschi che riproducono la vita ed i miracoli di San Francesco, dipinti da Giovanni Bistolli tra il 1656 ed il 1659, mentre all'interno della chiesa si trovano interessanti opere lignee e la Cappella degli Oliva.

L'intera struttura è in fase di restauro.

Vista aerea di pennabilli


Pennabilli oltre alle testimonianze storico-artistiche offre al visitatore una qualificata Mostra Mercato Nazionale dell'Antiquariato che si tiene ogni anno nel mese di luglio, alla quale sono collegate interessanti manifestazioni collaterali.
Inoltre dal 1995, nella prima settimana del mese di giugno, con grande concorso di folla, il centro storico si trasforma in un palcoscenico itinerante per "Artisti in Piazza". Festival di arte di strada e artigianato artistico che richiama artisti di strada internazionali e vede esposto il telo dipinto più lungo del mondo.
Per gli amanti della natura e della vita all'aria aperta, la zona offre interessanti itinerari, in mezzo al verde, al Sasso Si mone, al Simoncello sul Monte Carpegna, al Lago di Andreuccio. Percorrendo il Viale dei Ciliegi, ulteriore creazione del Maestro Tonino Guerra, si giunge alle Porte della Città di Pennabilli, dotata anche di moderni impiantì sportivi, quali campi da tennis, piscine e campeggio.
Auguriamo ai visitatori un piacevole soggiorno.